It's just a ride.
Fear can hold you prisoner. Hope can set you free.
The Shawshank Redemption
The Shawshank Redemption - Le Ali della Libertà

The Shanwshank Redemption (1994) di Frank Darabont e Stephen King

Mi accorgo che rivedere vecchi film dopo tanto tempo equivale quasi a vederli per la prima volta. Ed è stato bello stasera riassaporare questo pilastro della cinematografia come se fosse la prima volta, riscoprendo la trama poco a poco e facendomi persino ingannare dal film stesso. Ma non divaghiamo, via con la trama:

Trama: Il vice-direttore di una banca di Portland (Maine) viene condannato a due ergastoli per l’omicidio di sua moglie e del suo amante. Andy Dufresne, dichiarandosi innocente, viene spedito nella spietata prigione di Shawshank dove il direttore ed i secondini impongono la legge tramite la violenza. Le vicende, raccontateci da Red, seguono gli anni della lunga prigionia di Andy che cercherà, in un modo o nell’altro, di tenersi occupato all’interno del carcere facendo uso della sua istruzione.

Oh, è sempre difficile recensire un bel film, soprattutto se il film è talmente famoso da essere in tutte le classifiche dei film più belli di sempre. Comunque sia, andiamo a vedere i motivi che spingono “The Shawshank Redemption” ad essere considerato un film così bello. Partiamo dalla regia: Durabont, uhm, non il più conosciuto tra i registi ma, sicuramente, non uno qualunque. Attualmente sta girando The Walking Dead, la seguitissima serie televisiva sugli zombies che sta spopolando anche in Italia. Ma non siamo qui per parlare di morti viventi. Devo dire che la regia del film è veramente ben curata e ce ne rendiamo conto già dalle prime inquadrature del carcere. Durabont riesce a fare davvero un ottimo lavoro, riuscendo a trasporre su pellicola con un suo personalissimo tocco il racconto di King. Infatti The Shawshank Redemption è tratto dal racconto Rita Hayworth e la redenzione di Shawshank che fa parte di una raccolta di novelle di King, intitolata Stagioni Diverse. Sebbene le discordanze tra le due opere, il film riesce a trovare la sua identità anche grazie alle magnifiche interpretazioni di Tim Robbins (Andy Dufresne) e Morgan Freeman (Red). Soprattutto Freeman, che nelle vesti di Red ci farà anche da narratore dell’intera vicenda, dà prova della sua bravura, riuscendo ad interpretare una parte tutt’altro che facile. Parlando del suo personaggio, Red, la scelta di fare di lui il personaggio narrante è geniale. In questo modo siamo sì vicini al vero protagonista, Andy, ma siamo anche naturalmente portati a chiederci cosa abbia spinto Andy ad agire in un determinato modo o a chiedere una determinata cosa. E’ ovvio che tutto ci verrà svelato nello splendido finale. Essendo il film un racconto del narratore, siamo continuamente trasportati da Red avanti nel tempo, per vivere le tappe fondamentali della vita di Andy a Shawshank, senza che il film risulti confusionario o estremamente lento. E ad accompagnarci nel nostro viaggio c’è, anche, una colonna sonora di tutto rispetto che vede l’alternarsi di brani inediti a brani famosi, come il brano Canzonetta sull’aria tratto da Le Nozze di Figaro di Mozart che accompagna una stupenda scena del film. Adesso, se consideriamo per un attimo il film come un bel quadro, possiamo dire di averne descritto minuziosamente la cornice, senza però esserci soffermati sulla tela che, ovviamente, rappresenta l’opera d’arte in se. E’ la morale a rappresentare la nostra coloratissima tela. Il film sottolinea l’importanza dell’amicizia, capace di nascere anche in un posto come Shawshank, l’importanza della musica, capace di risvegliare vecchi ricordi assopiti dentro di noi, l’importanza della letteratura, capace di elevare l’animo delle persone. Ma soprattutto, il film sottolinea l’importanza della speranza: è la speranza che rende gli uomini liberi. La speranza che spinge gli uomini a combattere e a non mollare mai. La speranza che ci rende capaci di sognare. E pensare che il film ha avuto la sfortuna di trovarsi contro, agli Oscar, Pulp Fiction e Forrest Gump. Mi chiedo: come sarebbe andata se non avesse avuto contro due film del genere?

In Conclusione:Un film che è già storia e non avrebbe bisogno di ulteriore pubblicità. Quindi, non posso far altro che consigliarlo vivamente a chi non l’ha ancora visto o a chi non lo vede (come è stato per me) da tanto tempo. Veramente, un film piacevole, mai noioso, che sa stupire e che, soprattutto, sa insegnare. MUST.

Voto: 9

ps. Ecco la bellissima scena in cui Andy fa ascoltare a tutto il carcere Le nozze di Figaro

http://www.youtube.com/watch?v=lSzatzy8WvM